Anche il grande Belgio è affascinato dal nostro ciclismo giovanile..
Metti un giovane giornalista Belga...........metti che è innamorato del ciclismo......metti che è innamorato dell'Italia e della sua maniera di interpretare il cilcismo giovanile............mettici due chiacchiere con un grande ds che si chiama Rossato.............ed ecco un meraviglioso articolo dove Doping Free è protagonista e dove la gran voglia di raccontare fà superare anche le barriere linguistiche.............una riconoscenza al nostro ciclismo...... la nostra riconoscenza ad un futuro grande giornalista
Adesso, è diventato un po’ classico. Quando comincia una nuova stagione, tutti, tifosi in primo, sperano che non ci sarà più casi di doping. È quasi una risoluzione ma tutti non la rispettano.
Dunque diverse iniziative sono nate per mettere fine al doping e dare di nuova credibilità al ciclismo. Fra quelle, c’è I’m doping free. Promossa da diversi atleti italiani di fascino come Cunego, Nibali, Schwazer, il Team Parolin Filmop, una squadra ciclista di dilettanti ha anche deciso di adottare questa strada. Nella categoria, la formazione diretta da Mirko Rossato è la prima che prende questa strada e vuole dare battaglia. “Crediamo nel ciclismo pulito e vogliamo essere la prova di ciò che si può ottenere rispettando le regole. Perciò abbiamo accettato il progetto”, spiega Mirko Rossato.
Ma dietro il progetto, c’è diversi giovani corridori che hanno accolto il progetto con la consapevolezza che il ciclismo vuole cambiare. “I nostri corridori hanno bene accettato questo progetto. Per loro, è giusto. Per noi, tecnici della squadra, una prestazione e un risultato si costruiscono sulla qualità del ragazzo ma anche sulla sua voglia di fare sacrifici. Dunque è importante di fare capire che è importante di sudare molto e di avere una mentalità onesta prima di volere assolutamente vincere”, dice il team manager.
In questo senso, la Parolin ha messo in posto un regolamento interno. “C’è punti fissi che i nostri atleti devono rispettare. Per lottare contro il doping, non devono usare prodotti . Di più, 80% della squadra è monitorata dal CONI e la WADA. Se ci fosse un dubbio su un dei nostri atleti, allora sarebbe denunciato alla magistratura. È solo cosi che potremmo ritrovare credibilità nel ciclismo”, continua Mirko Rossato.
E se un corridore sbaglia e prende la strada del doping, la soluzione è già trovata. “La Radiazione completa. Non deve mai più correre. Questa soluzione deve anche essere presa per i professionisti”.
Ma questa professionalità del team Parolin conduce numerosi giovani verso il professionismo. Questo anno, Andrea Grendene, Marcello Pavarin e Enrico Zen sono diventato neopro in diversi squadre. “La strategia che abbiamo deciso di adottare permette di fare passare pro atleti con l’appellazione d’origine controllata. Cosi le i squadre che prendono i nostri corridori sanno che loro non usano il doping perché loro abbiamo appreso di correre con la mentalià giusta”, precisa ancora il signor Rossato.
L’esempio di una strategia d’allevamento che funziona è il titolo vinto da Adriano Malori al campionato mondiale di crono Under 23. “Per noi, atleti, questo progetto di I’m doping free è veramente qualcosa di bene perché ci coinvolge. È una bella iniziativa”, dice Adriano Malori. Il modo giusto per non pensare al doping è di avere le buone persone attorno di se. “è il mio caso. Ho le buone persone che mi consigliano molto bene, Mirko Rossato in primo. Quello mi impedisce di pensare al cose sbagliate”, ammette il corridore parmigiano.
Adesso, tutti sperano che l’iniziativa di i’m doping free sia adottato da altri team dilettanti perché i atleti di domani devono essere allevati con il modo giusto: quello senza doping. È l’auguri di tutti per il 2009.
Jérôme Christiaens

